Recensione Isabella Nagg e il vaso di basilico di Oliver Darkshire


DESCRIZIONE LIBRO 

A East Grasby, il sole è trainato da una parte all’altra del cielo da un maggiolino capriccioso e i morti hanno il vizio di svegliarsi spesso nelle loro tombe non tanto per miracolo, ma per l’ostinazione a risolvere questioni rimaste in sospeso. Ai margini del villaggio, in una piccola fattoria malconcia, vivono i coniugi Nagg, uniti, più che dal vincolo del matrimonio, da quello del sacro evitamento reciproco. 

Isabella Nagg conduce la sua esistenza nel modo ostinatamente ripetitivo di chi si limita a sopravvivere, dedicandosi soltanto alla preparazione di miseri pasti e alla cura di una pianta di basilico, capace di prosperare anche nelle condizioni più avverse. 

Così, quando il signor Nagg si presenta a casa con un libro di incantesimi rubato a Bagdemagus, lo stregone del villaggio, Isabella intravede la speranza di varcare una soglia fino ad allora inesplorata: non quella dell’eroismo, ma quella della disobbedienza. Una storia fatta di incantesimi mal riusciti, animali parlanti, frutti velenosi e goblin capitalisti.

RECENSIONE 

Trama: 3 stelle su 5 

Isabella Nagg e il vaso di basilico è una fiaba bizzarra, venata di sarcasmo e con un filo di cattiveria che la rende singolare. Tuttavia, la critica sociale resta appena accennata e non trova mai reale incisività. 

Anche il ritmo narrativo non è costante: procede a tratti con vivacità, per poi rallentare in passaggi meno convincenti.


Scrittura: 4 stelle su 5 

La narrazione è in terza persona e i capitoli di varia lunghezza. 

Lo stile adottato dall'autore è scorrevole, ironico, ma a volte indugia su avvenimenti marginali appesantendo così la lettura.

Ambientazione: 3,5 stelle su 5 

Ci troviamo a East Grasby, un villaggio appartenente ad un mondo immaginario in cui i morti, se non sorvegliati, tornano in vita.

Le descrizioni purtroppo non sono approfondite, ma solo abbozzate: i luoghi non riescono a imprimersi nella memoria, come se fossero rimasti sullo sfondo senza mai assumere spessore.


Personaggi: 4 stelle su 5 

I personaggi, sia gli umani che le creature fantastiche, sono ben caratterizzati e risultano convincenti.

Finale: 3 stelle su 5 

Conclusione in linea con il resto della storia.


Valutazione complessiva: 3,5 stelle su 5 

Il libro di Darkshire è una fiaba sui generis, con alcuni momenti riusciti e altri meno. L’idea di fondo è interessante e i personaggi convincono, ma restano alcune debolezze: un’ambientazione solo accennata, una critica sociale troppo timida e un ritmo altalenante. 

Un esperimento curioso, che lascia più di un motivo di riflessione, pur senza pienamente soddisfare.

Consigliato agli amanti del fantasy.


Valutazione 

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