Recensione La processione maledetta di Antonio Lanzetta


DESCRIZIONE LIBRO

A Minori, mentre la processione si prepara alla sua prima diretta nazionale, la statua della Madonna del Mare viene sfregiata con un simbolo misterioso. Il giorno dopo, sulla spiaggia, viene ritrovato il corpo di un uomo travestito da penitente, con lo stesso segno sul petto. 

Il tenente Serpa, Eva e il suo quartetto di amici iniziano a indagare: la vittima è il restauratore della statua, Ludovico Apicella, che negli ultimi giorni aveva fatto una scoperta destinata a far tremare la comunità. 

Ma mentre la processione si avvicina e le luci delle telecamere si accendono, diventa chiaro che qualcuno è disposto a tutto pur di impedire che la verità venga a galla. Anche uccidere di nuovo.  

RECENSIONE 

Trama: 3 stelle su 5 

Quarto capitolo della serie con protagonista la veterinaria detective, La processione maledetta segna un netto passo indietro rispetto ai volumi precedenti. 

La storia è stanca, come se l'autore avesse perso l'ispirazione e non sapesse più cosa scrivere per far proseguire il racconto.


Scrittura: 3 stelle su 5 

La narrazione è in terza persona e i 40 capitoli sono brevi. 

La lettura procede rapidamente, ma lo stile appare piatto e i dialoghi privi di naturalezza non coinvolgono.

Ambientazione: 3 stelle su 5 

La vicenda si svolge ancora sulla Costiera Amalfitana, alla fine dell'estate. Il paesaggio, che negli altri libri rappresentava uno dei punti di forza, qui viene raccontato senza particolare forza evocativa.

Dopo tre volumi ambientati negli stessi luoghi è difficile aggiungere qualcosa di nuovo e questa volta il limite si avverte.


Personaggi: 3 stelle su 5 

Tutti i soggetti risultano meno vivaci rispetto al passato. Le personalità che avevano dato carattere alla serie sembrano ormai appannate e i personaggi finiscono così per apparire scialbi.

Finale: 3 stelle su 5 

Non avevo individuato l'assassino, ma la vicenda si chiude lasciando aperta la possibilità di un quinto volume. A questo punto, sinceramente, spero di no.


Valutazione complessiva: 3 stelle su 5 

Un cosy crime che appare ormai stanco, lontano dalla freschezza dei primi episodi. È un peccato, perché la serie aveva mostrato buone potenzialità.

Il romanzo può essere letto anche senza conoscere i precedenti, ma consiglio comunque di seguire l'ordine di pubblicazione per cogliere meglio l'evoluzione dei personaggi.




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